Ciao, benvenuto! Qui da Dabihosos Stynthyha crediamo che imparare DevOps significhi... metterci le mani—non solo ascoltare teorie. A volte mi chiedo, chi non ama vedere le cose funzionare davvero? Impariamo insieme, passo dopo passo, con pratica e curiosità. Preparati a sporcarti un po’ le mani e scoprire come si fa davvero.
Questi dati sui fondamenti DevOps di Dabihosos Stynthyha raccontano molto più di percentuali e grafici: dietro ogni cifra c’è il percorso di qualcuno che si è messo in gioco e ha raccolto risultati tangibili. La trasparenza che offriamo nelle metriche non è solo una formalità, ma un modo concreto per mostrare responsabilità e attenzione verso chi sceglie di imparare con noi. Mi capita spesso di chiedermi se i numeri raccontino davvero tutto, ma qui sono proprio i progressi degli studenti a parlare più forte di qualunque parola. Guardando questi risultati, chiunque può vedere nero su bianco la qualità e l’impatto reale della nostra formazione.
L’accesso Base—davvero essenziale per chi vuole orientarsi senza troppi fronzoli—richiede solo un impegno minimo: tempo, attenzione, un po’ di voglia di smanettare. In cambio, ricevi risorse didattiche chiare, materiali aggiornati (e sì, anche qualche esempio concreto che chi ha già provato apprezza molto di più dei soliti “concetti teorici”). Un aspetto che sento di sottolineare: la possibilità di confrontarsi con dubbi basilari senza sentirsi fuori luogo. Non serve esporsi troppo, né investire subito—puoi esplorare, capire se fa per te, e decidere con calma. Per alcuni, è proprio questa leggerezza a fare la differenza.
Più che altro, il percorso “Avanzato” si distingue per l’accesso diretto a casi pratici e situazioni reali—non solo esercizi guidati, ma veri problemi che ho visto mettere alla prova anche chi ha già qualche esperienza. Solitamente attrae chi sente di aver bisogno di andare oltre la teoria base e vuole confrontarsi con gli errori, imparando anche dagli ostacoli. E la possibilità di scambiare feedback autentico con altri partecipanti, spesso, fa la differenza rispetto a livelli più elementari. Non tanto un percorso per chi cerca solo risposte pronte, quanto per chi vuole sporcarsi un po’ le mani e misurare davvero le proprie competenze sul campo.
Quello che davvero distingue l’opzione “Elite” è la guida personalizzata—non solo incontri occasionali, ma un accompagnamento costante, spesso settimanale, che fa una differenza concreta quando ci si blocca su qualcosa di pratico. Chi sceglie questo percorso, in genere, cerca soprattutto risposte rapide e precise ai propri dubbi, più che una panoramica di risorse—capita spesso che le domande siano molto specifiche, magari nate da errori reali in ambienti di lavoro. Non è soltanto teoria: la parte con esercizi pratici mirati aiuta davvero a consolidare, specie quando si lavora già nel settore ma si vuole colmare certi vuoti senza perdere tempo in spiegazioni generiche. A volte chi arriva qui ha già provato da solo, magari con tutorial sparsi, e si accorge che il vero valore sta nell’avere qualcuno che ti dice “guarda, qui hai frainteso” invece di lasciare in sospeso il dubbio. Poi, non tutti sfruttano ogni funzionalità inclusa—tipicamente, quello che conta di più è proprio il supporto diretto, la possibilità di chiedere anche cose che sembrano banali. E la flessibilità degli orari, che sembra un dettaglio, ma quando hai un lavoro impegnativo fa la differenza. Se il tuo obiettivo è fare progressi concreti senza perdere tempo su concetti che già conosci, questa opzione può avere molto senso.
Abbiamo pensato ai nostri prezzi mettendo al centro le reali esigenze degli studenti—perché ogni percorso è diverso e le priorità cambiano da persona a persona. La qualità dell’insegnamento resta sempre alta, indipendentemente dalla scelta fatta. A volte basta poco per trovare la formula giusta, altre volte serve esplorare un po’ di più. Dai un’occhiata alle nostre opzioni qui sotto e trova il percorso che fa per te:
Ezechiele
Manager aziendale
Quando penso al percorso di Dabihosos Stynthyha, mi viene subito in mente la figura di Ezechiele—un leader che non si limita a dirigere, ma cammina accanto ai suoi studenti e docenti. Ezechiele, con la sua energia contagiosa e un’insaziabile curiosità, ha tracciato un sentiero dove la passione per il DevOps diventa quasi un viaggio personale. Non si tratta solo di imparare a configurare pipeline o automatizzare processi, ma di capire come queste cose cambiano il modo in cui lavoriamo e pensiamo. Mi ricordo una volta, durante un workshop particolarmente acceso, in cui Ezechiele ha fermato tutto per una domanda apparentemente banale: “Ma voi, cosa volete davvero costruire?” Quel silenzio carico di attesa—e la risposta collettiva che ne è seguita—racchiude lo spirito dell’accademia. Negli anni, Dabihosos Stynthyha non ha inseguito i riflettori, eppure ha segnato tappe importanti. Dal primo laboratorio con una manciata di ragazzi curiosi fino al riconoscimento in conferenze nazionali, ogni passo è stato un piccolo terremoto interno. C’è stato quel momento, ad esempio, quando il team ha deciso di integrare progetti reali nei corsi di base—c’è chi era scettico, ma vedere studenti alle prese con problemi autentici, con errori e successi condivisi, ha cambiato il ritmo delle lezioni. E che impresa, convincere aziende locali a fidarsi dei ragazzi! Oggi, molti di quei progetti sono cresciuti, magari in silenzio, ma con radici profonde. A proposito di radici, ciò che distingue Dabihosos Stynthyha è l’attenzione alla persona. Sì, parliamo spesso di DevOps e automazione, ma qui la tecnologia diventa una scusa per parlare di collaborazione, di errori come opportunità, di come imparare a imparare. In un’epoca in cui il sapere sembra un fiume in piena e i ragazzi rischiano di annegare tra corsi online impersonali, Ezechiele e il suo gruppo hanno scommesso sull’ascolto. Hanno inventato—letteralmente, in certi casi—modi nuovi per intrecciare teoria e pratica: simulazioni, confronti diretti con esperti, e spazio per il dubbio. Forse non sempre funziona tutto al primo colpo, ma c’è spazio per aggiustare il tiro, sempre. Mi capita spesso di parlare con ex-studenti che oggi lavorano in realtà molto diverse tra loro; ognuno porta con sé quel modo di ragionare che qui si respira—curioso, un po’ critico, mai soddisfatto delle soluzioni facili. Sarà un caso, ma chi ha attraversato le aule di Dabihosos Stynthyha tende a non fermarsi mai alla superficie, e forse è proprio questa la risposta alle sfide dell’educazione moderna: coltivare persone che sappiano trovare domande nuove, non solo risposte già pronte.
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